Mi chiedo con rabbia quanto ci sia di popolare, sia pure di populista, nella contestazione, nel disprezzo e, talvolta, nell'odio verso la cultura. E non parlo della contestazione dei "maître à penser", per altro condivisibile, ma proprio dell'apprendimento in sé, della voglia o della necessità del sapere, quasi che ci si debba vergognare ad avere un libro (o un e-book) in mano.
Economista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.