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    I musei, la gente, e la rivoluzione attesa della cultura

    Pur ritenuti importanti, fondamentali, anzi essenziali, i beni culturali sono lasciati al decadimento, a una vita grama, senza (quasi) nessuna produzione di valore. Possibile che questo sia dovuto interamente alla mancanza di fondi, al mondo esterno che non è sensibile, non dà risorse, e non dedica loro abbastanza attenzione? Non ci dobbiamo accontentare. Ci dev'essere dell'altro...

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    Bio

    Antonio PreitiEconomista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.

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