"Sei un populista", dice il primo e sistema la faccenda. Poi si accorge - il linguaggio tradisce - che questa definizione è come se non bastasse perché l'accompagna a qualcos'altro: razzista, estremista, "di destra". Viene fuori un bel "pot-pourri" di termini, qualcosa di indistinto che riporta sempre il discorso al passato (il fascismo ecc.) e sfugge al presente. Dobbiamo, invece, capire cos'è la novità del populismo lasciando le definizioni "rassicuranti" che ci allontanano dal cuore del problema, cioè dalle sue novità. Chi trova le novità, trova anche gli strumenti. Senza capire il fenomeno, nessuna strategia è efficace.
Economista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.