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    La rivoluzione di Bonilli in nome del buon cibo (e dell'Italia)

    Bonilli ha tolto l'arroganza al gusto, l'ha reso democratico. Vivere e mangiar bene non è più (solo) una questione di soldi, ma di cultura, d'intelligenza, di conoscenza delle cose. La qualità, nel suo pensiero, e nella sua azione, non è una questione di status: non si consumano i prodotti migliori per distinguersi, ma per sé stessi, per il proprio benessere, e soprattutto, come approssimazione a una vita ideale, in cui ciascuno sceglie, che si tratti di cibo o di politica, sapendo cosa sceglie e sapendo che il mondo, nel suo grande, dipende dalle infinite piccole scelte di ciascuno.

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    Bio

    Antonio PreitiEconomista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.

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