L’epidemia ha colpito nel profondo la psiche collettiva. Abbiamo scoperto che, sotto certe condizioni, stare vicino a una persona può essere un pericolo; che più si è vicini e più è pericoloso; che il nemico è l’altro, l’altro di cui non sappiamo nulla, che diventa pericoloso proprio per la sua invisibilità. Non abbiamo modo di capirlo quando e quanto ci sia nemico. Ci appare nemico chiunque, perché non esiste nessuno che non sia un pericolo. Il concetto di asintomatico ha ferito la psiche più del virus.
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Economista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.