Scorrendo le pagine e le tabelle dell'ultimo Rapporto Censis, la cosa che colpisce di più, più ancora del "cattivismo" degli italiani, è la spietatezza dei numeri che ci inchiodano davanti ai problemi. La psiche di massa è fondamentale, e chi non la capisce oggi non può fare politica, né vendere prodotti. La psiche collettiva non è però il frutto autoreferente della psiche stessa, perché rispecchia situazioni oggettive, cioè la realtà. Viene in mente James Hillman, con il suo Cento anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio, che sosteneva come la psiche personale non sia staccata dal mondo esterno. Così noi, per capire le radici e le fondamenta del "cattivismo", dobbiamo capire la realtà che ci sta intorno.
Economista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.