Eccoci al terzo “memo” per il turismo che riprende vita. Il primo era centrato sulla comunicazione con l’idea che, senza una comunicazione distintiva (cioè, che esprima l’unicità e la rarità di ogni destinazione), comunicare è un’attività inutile (e anche noiosa); il secondo, in connessione con il primo, è l’idea che l’Italia abbia la possibilità di giocare su moltissimi brand, ognuno con la sua personalità e il suo mercato. Adesso entriamo nel cuore della contemporaneità, e della realtà più profonda dell’oggi, cioè il passaggio di tutto il mondo (o quasi) del turismo nell’era digitale.
Economista. Docente all’Università di Firenze. Master in Economia dello Sviluppo, Laurea in Scienze Economiche e Sociali. E’ cresciuto al Censis, responsabile di Sociometrica, è consulente strategico.