Gli Italiani sono investiti da una vera e propria tempesta emotiva. Nel breve giro di pochi giorni hanno prima cominciato a osservare un nemico lontano e astratto, per vederlo poi via via approssimarsi e impossessarsi della vita quotidiana di tutti.
Gli Italiani sono investiti da una vera e propria tempesta emotiva. Nel breve giro di pochi giorni hanno prima cominciato a osservare un nemico lontano e astratto, per vederlo poi via via approssimarsi e impossessarsi della vita quotidiana di tutti.
È la più grave crisi di sempre del turismo, anzi della nostra industria dell’ospitalità. Potrebbe diventare gravissima se l’epidemia continuasse, o se la paura globale, nonostante il suo contenimento, continuasse ancora. Questo sul piano generale, mentre su quello specifico dei mercati turistici, il punto cruciale e decisivo è se gli Stati Uniti, che già sconsigliano il viaggio in Italia, decidessero di bloccare i voli con il nostro Paese. In questo caso, sia per il peso degli Stati Uniti, sia per il messaggio globale che ne deriverebbe, le conseguenze sarebbero terribili.
C’è un nuovo conflitto sociale che troviamo dovunque, in Europa come negli Stati Uniti, che oppone centro e periferie: Parigi contro il resto della Francia, Londra contro il resto dell’Inghilterra e le grandi città americane della costa (New York, Los Angeles) contro le aree interne. Il conflitto non è di classe (o non solo questo), ma quasi identitario. L’abbiamo visto nella Brexit, dove la faglia tra fautori del distacco e del remain non è tra destra e sinistra, ma piuttosto tra “anywheres” e “somewheres”.
Dimenticate panorami mozzafiato, musei e monumenti più famosi (o almeno non dimenticateli del tutto), perché il movente della vacanza e del viaggio è tutt’altro e di tutt’altra natura.
Se guardiamo allo sbriciolamento del Movimento Cinque Stelle nella cronaca politica, non ne ricaviamo niente: tutto sembra modesto, insensato, pieno di personalismi e sprovvedutezze. Sembrano bendati nel buio, apparentemente senza via d’uscita. Se invece lasciamo la cronaca, e cerchiamo di capire come ha fatto un Movimento in maniera del tutto inedita ad affermarsi come il primo partito politico italiano per poi disintegrarsi in meno di due anni, allora la cosa si fa interessante.
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