È forse arrivato il momento di "sdoganare" la dimensione digitale della politica dal "patrocinio" di Beppe Grillo, per includere le nuove forme di partecipazione che si possono esprimere attraverso internet, raccogliere il consenso delle persone e consultare la popolazione.
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Gli interpreti della politica (con rare eccezioni) sembrano essere più indietro degli elettori, perché continuano con gli schemi del passato: destra, sinistra, ecc. e parlano di geometria. Dovrebbero parlare di psicologia, invece. O almeno capire che senso nuovo hanno destra e sinistra. Sveglia! Cambiate disciplina, o almeno fatene un mix nuovo, sennò interpretare non serve più a nulla.
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Donovan dice che lo studio è lo strumento più grande inventato dall'umanità per far andare avanti il mondo, per farlo progredire e per selezionare la classe dirigente. Ricordiamoci che la selezione c'è sempre, e se non la fa il sapere, la fa il denaro, le relazioni sociali, l'etnia o qualunque altra cosa, certamente in maniera meno democratica del sapere. Se non seleziona la scuola, selezionerà qualcun altro.
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Si potrebbe raccontare la storia dei tanti gruppi (dai ciclisti a quanti puliscono da volontari le strade; da quelli che regalano idee e progetti a quelli che, nonostante tutto, s'incaricano di prendersi cura di un giardino o di un parco) che provano a costruire appunto altre storie. Saranno pochi, saranno insufficienti, saranno quel che saranno, ma ci sono, e sono un'altra storia ancora.
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